Category: human blog

Il potere della Resilienza

Dovete sapere che la scrittura è sempre stata una delle mie più grandi passioni. Quand’ero adolescente me ne andavo sempre in giro con il mio zainetto con dentro un diario di vita. E per questo, ancora una volta, devo ringraziare il mio più grande mentore; Mio padre. Pensate che lui ha iniziato a farlo a 18 anni, durante il militare a “Ischia”. Scriveva su dei quaderni scolastici, per proseguire fino alla fine dei suoi giorni. Sono un tesoro inestimabile per me che conservo gelosamente.

Ecco mi sono dilungata come al solito, quando parlo di lui. Dunque sono qui perché avevo voglia di condividere con voi, alcuni momenti tristi che mi sono capitati in quest’ultimo periodo, che purtroppo, possono capitare nella vita di una donna, ma ancor di più voglio condividere la consapevolezza di come riusciamo a risollevarci ancora e ancora. Chi mi segue su instagram sa che a dicembre dello scorso anno ho avuto un aborto spontaneo durante la mia prima gravidanza. Non ho fatto il raschiamento perchè erano poche le settimane, ma durante quei giorni pian piano stavo salutando il mio/a piccolo angelo. Abbiamo aspettato fino al mese scorso per provarci di nuovo, per altre problematiche non dovute alla natura, ma durante l’ultima visita con la ginecologa, siamo venuti a conoscenza che ho un polipetto uterino e che quindi dovrò toglierlo con isteroscopia, che già ebbi il piacere di conoscere nel 2014 sempre per lo stesso problemino. La lista d’attesa è di circa tre mesi. Ieri uscendo dall’ospedale ero scoraggiata. Nella mia mente avevo già programmato i prossimi mesi e avevo all’improvviso un vuoto se così si può definire. Ancora una volta però, ho attinto dalla mia mente una parolina che ho conosciuto, insieme al suo significato, quasi un mese fa, grazie ad una donna straordinaria; Paola Maugeri.

Ed è RESILIENZA! Dicesi Resilienza: la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Di colpo ho chiamato subito il medico e mi sono fatta prescrivere il day surgery e rielaborato così nuovi obiettivi da tenere stretti. Pensandoci bene ho passato parte della mia vita a riprogrammare di continuo i punti focali. Lo faccio da quando per la prima volta ho avuto paura che gli assistenti sociali non ci affidassero Lorenzo e poi Antonella e ancora Andrea. Anche se tutto era a nostro favore. Non potrò mai dimenticare quei momenti, sembrava di camminare in equilibrio su una corda sottilissima che da un momento all’altro poteva spezzarsi. Non posso abbattermi per ciò che mi è successo nei giorni e mesi scorsi. Perché le paure più grandi le ho superate grazie a  loro. Un conto è mettere al mondo tuo figlio sul quale sai di avere tutti i diritti e un conto e cercare di proteggere con tutte le tue forze, una creatura che sai che ha bisogno di te e viceversa, ma sulla quale il diritto ce l’ha qualcun’altro di ignobile e ingiusto. Sono sempre cosciente di ciò che mi accade nella vita, non mi piace autocommiserarmi, mi piace restare sveglia e pronta per le sorprese che mi riserverà la vita. Vi lascio con un pezzo del libro di Paola che  racchiude il vero significato e l’essenza di questo mio post confidenziale.

“Se decidiamo di raccontare abbiamo la possibilità di far sì che la nostra sofferenza esista anche nella mente di un’altra persona e l’illusione immediata di essere capiti, accettati nonostante le nostre ferite, trasforma inevitabilmente il nostro trauma in confidenza, relazione, condivisione.” #paolamaugeri#

IO, ME… Valeria

Lo spettro del Bullismo

Ho da poco finito di leggere un articolo su Beatrice Inguì, la ragazzina di 15 anni che si è suicidata facendosi travolgere dal treno che ogni giorno la conduceva a scuola. L’articolo comprendeva uno screen della blogger Selvaggia Lucarelli, in cui raccontava di aver subito anche lei un atto di bullismo e in un attimo sono ritornata indietro nel tempo, a quando anche io li ho subiti.

Un ponte per Terabithia (film stupendo in cui è presente il tema del Bullismo)

Di episodi da raccontare ne avrei a bizzeffe, ma quello che mi ha riportato alla mente la Lucarelli è questo: Frequentavo la quarta elementare ed era il giorno di carnevale, avevo indosso un vestito da piratessa, niente rosa e merletti e due bambine mi guardarono e sogghignando dissero che il mio vestito era brutto. Piansi tanto e in silenzio. Ricordo che le maestre mi fecero porgere le scuse da parte delle bambine, ma quel ricordo a 34 anni suonati è ben chiaro ancora nella mia mente.

Libro fumetto sul bullismo (immagine presa da amazon)

Sono cresciuta in una famiglia dove il rispetto e l’educazione erano le prime regole da seguire, valore che trasmettiamo tutt’oggi ai nostri ragazzi. Credetemi se vi dico che non è facile, non è assolutamente facile gestire questo fenomeno oserei dire “vergognoso”! Quando minacciai di segnalare atti di bullismo nei confronti di Antonella, all’epoca aveva circa nove anni, come nel mio episodio, la maestra mi disse che non avrei dovuto nominare quella parola,”bullismo”, perchè non esisteva. O quando a colloquio a scuola con le psicologhe dell’ asl, Andrea il più piccolo ha il sostegno scolastico, segnalai che aveva subito vari episodi di violenza ed esclusione, cosa che negli altri ambiti della vita quotidiana vedi palestra non avvengono, anzi è la mascotte. Di tutto punto loro mi risposero che da che mondo e mondo i bambini si fanno i dispetti e ci sono altri più introversi che subiscono e che anche a loro era capitato. Ecco quel “capitato” mi ha gelato il cuore, come per dire che tutti ci dobbiamo passare è inevitabile. Ironicamente ho controbattuto, spiegando loro che se doveva essere così avremmo smesso di educare i nostri figli perchè era inutile!

PERSONE FAMOSE VITTIME DI BULLISMO

DEMI LOVATO                        ED SHEERAN

                               

L’unico consiglio che posso darvi è parlarne, parlarne tanto quando è necessario. Interessarsi alla vita dei propri figli, non lasciarli nella propria solitudine, non spingerli a trovare una via d’uscita da soli. Io ogni anno sostengo, tramite il 5 per mille, l’associazione del “Telefono Azzurro“, che si è attivata tanto anche in questo caso. Noi continueremo sicuramente la lezione di educazione e rispetto. E chi lo sa! Magari và a finire che qualcuno si unisca alla nostra filosofia e la parola, innominabile, “Bullismo”, davvero non esisterà più. 

A PRESTO

Valeria

Neve a Napoli dopo 62 anni e il nostro giardino traformato in un parco divertimenti

Devo confessare una cosa alla veneranda età di 34 anni :”Non sono mai stata sulla neve!”. Ebbene si! Non ho mai avuto avuto la possibilità di andarci, quest’anno avevamo organizzato per portare i bambini ma il brutto tempo ha impedito la partenza. Allora che fa questa neve? E’ lei che arriva da noi dopo ben 62 anni. Credo che per tutti i napoletani non è stato magico di più! La testimonianza sono stati i mille messaggi WhatsApp divertenti tra video e quelli audio, siamo scoppiati in un mare di risate, l’inventiva che ha questa città appartiene a ben pochi.

E poi i monumenti di Napoli imbiancati mi hanno lasciata senza parole, ho pensato ai migliaia di turisti che erano lì e la fortuna di vedere quello spettacolo storico.

Maschio Angioino

Albergo dei Poveri (scuole chiuse bambini in piazza a tirarsi palle di neve).

Corso Giuseppe Garibaldi.

Zona Aeroporto.

Il nostro giardino si è trasformato in un parco divertimenti.

Tra tirarci palle di neve e fare pupazzi i bambini non volevano più salire in casa, ovviamente nei bambini è compreso mio MARITO!

Più che pupazzo di neve un paperotto abbiamo fatto!

Sicuramente rimarrà uno dei ricordi più belli della loro infanzia.

Mi ha fatto piacere condividere questo splendido giorno con voi.

Vi saluto con una delle frasi più belle che io conosca e che mi fa tanto ridere: “NON CRESCETE E’ UNA TRAPPOLA!”

Con affetto

Valeria

 

Sempre e per sempre

Ci sono dei post che hanno il diritto di essere scritti, questo è uno di quelli perché è dedicato al mio papà e alla mia famiglia: Unica e straordinaria.
Ho pensato e ripensato mille volte a come avrei potuto iniziare questo post e l’unica cosa che riuscivo a fare era emozionarmi, sorridere, piangere e sorridere di nuovo allo stesso tempo. SI! Perché la vita è così. Ti lancia le sfide più assurde e tu non devi far altro che: Accettarle, affrontarle e portare a casa un’altra lezione, che arricchirà il tuo essere ancora una volta, il tutto contornato da mille valori. Prima che mio papà venisse a mancare, avevo da poco superato un periodo molto triste della mia vita, legato  sempre ad un mio familiare e a pensarci bene se fosse successo prima, non so se avrei reagito allo stesso modo. Durante il suo periodo di degenza in ospedale, essendo una famiglia molto unita, siamo riusciti a farci coraggio a vicenda e a non far sentire mai solo mio padre. Di giorno ci alternavamo tra io e mia sorella, la notte c’era il nostro angelo custode: Carmine il mio fidanzato che per quasi un mese gli è stato accanto, infatti fino all’ultimo giorno, i medici,pensavano fosse mio fratello.
E’ stata dura e non pensavo fosse davvero così, cioè  il fatto che uno sa quando deve morire. L’ho visto negli occhi di mio padre che non sarebbe più uscito da quell’ospedale, ma gli siamo stati accanto senza tradirci mai, sempre col sorriso, con le nostre e le sue battute a tenere viva quella stanza. Anche nei momenti in cui la malasanità ti faceva perdere il controllo di te: respiravi e tornavi da lui come se niente fosse. Perché credo che quando uno ama con la A maiuscola, hai il dovere e il compito di proteggere i propri affetti con le unghie e con i denti. Ricordo che quando è morto mi sono sentita in dovere di non piangere davanti agli altri, di dare coraggio alla mia famiglia e se anche c’era chi mi diceva che più avanti si andava e peggio sarebbe stato, cercavo di non ascoltare e continuavo sulla mia strada. Perché parliamoci chiaro è dura, la notte si che si piange da soli nel letto, ma preferisco farlo mille volte in questo modo piuttosto che farlo davanti a mia madre, i miei piccoli, mia sorella e così via. Certo il momento ti può scappare anche davanti a loro, ma bisogna far si che quei momenti siano impiegati, ricordando le cose belle che quella persona ci ha lasciato. Mio padre con la sua semplicità ha lasciato il ricordo di un uomo che non conosceva i secondi fini, che amava gli animali più degli umani, amava i bambini più degli adulti, amava leggere, scrivere, raccontare. Era un poeta, un filosofo, un fumatore incallito, un marito, un padre e un nonno devoto. Era tutto! Lo sento accanto ogni singolo giorno, come quando quella sera che ero triste e lui si materializzò sul vetro della finestra in cucina, facendoci rimanere ancora una volta a bocca aperta. A voi che avete, solo per il momento, perso un vostro caro. Non disperate siate forti come loro vorrebbero, ricordate i vostri cari con i bei   Momenti che avete trascorso insieme. Loro saranno sempre accanto a voi quando meno ve lo aspettate.
In questa foto mio papà era a Lido di Venezia aveva 23 anni ed era intento a costruire una caravella di legno. Mi piace pensarlo così in cielo, sempre iperattivo a svolgere qualche lavoretto.
Il titolo del post è ” Sempre e per sempre” riferito alla splendida canzone di De Gregori che vi riporto qui in basso.
Buona Giornata a tutti.
Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai. 
 
E IO TI TROVERÒ PAPÀ CARO
TUA Valeria