Ho da poco finito di leggere un articolo su Beatrice Inguì, la ragazzina di 15 anni che si è suicidata facendosi travolgere dal treno che ogni giorno la conduceva a scuola. L’articolo comprendeva uno screen della blogger Selvaggia Lucarelli, in cui raccontava di aver subito anche lei un atto di bullismo e in un attimo sono ritornata indietro nel tempo, a quando anche io li ho subiti.

Un ponte per Terabithia (film stupendo in cui è presente il tema del Bullismo)

Di episodi da raccontare ne avrei a bizzeffe, ma quello che mi ha riportato alla mente la Lucarelli è questo: Frequentavo la quarta elementare ed era il giorno di carnevale, avevo indosso un vestito da piratessa, niente rosa e merletti e due bambine mi guardarono e sogghignando dissero che il mio vestito era brutto. Piansi tanto e in silenzio. Ricordo che le maestre mi fecero porgere le scuse da parte delle bambine, ma quel ricordo a 34 anni suonati è ben chiaro ancora nella mia mente.

Libro fumetto sul bullismo (immagine presa da amazon)

Sono cresciuta in una famiglia dove il rispetto e l’educazione erano le prime regole da seguire, valore che trasmettiamo tutt’oggi ai nostri ragazzi. Credetemi se vi dico che non è facile, non è assolutamente facile gestire questo fenomeno oserei dire “vergognoso”! Quando minacciai di segnalare atti di bullismo nei confronti di Antonella, all’epoca aveva circa nove anni, come nel mio episodio, la maestra mi disse che non avrei dovuto nominare quella parola,”bullismo”, perchè non esisteva. O quando a colloquio a scuola con le psicologhe dell’ asl, Andrea il più piccolo ha il sostegno scolastico, segnalai che aveva subito vari episodi di violenza ed esclusione, cosa che negli altri ambiti della vita quotidiana vedi palestra non avvengono, anzi è la mascotte. Di tutto punto loro mi risposero che da che mondo e mondo i bambini si fanno i dispetti e ci sono altri più introversi che subiscono e che anche a loro era capitato. Ecco quel “capitato” mi ha gelato il cuore, come per dire che tutti ci dobbiamo passare è inevitabile. Ironicamente ho controbattuto, spiegando loro che se doveva essere così avremmo smesso di educare i nostri figli perchè era inutile!

PERSONE FAMOSE VITTIME DI BULLISMO

DEMI LOVATO                        ED SHEERAN

                               

L’unico consiglio che posso darvi è parlarne, parlarne tanto quando è necessario. Interessarsi alla vita dei propri figli, non lasciarli nella propria solitudine, non spingerli a trovare una via d’uscita da soli. Io ogni anno sostengo, tramite il 5 per mille, l’associazione del “Telefono Azzurro“, che si è attivata tanto anche in questo caso. Noi continueremo sicuramente la lezione di educazione e rispetto. E chi lo sa! Magari và a finire che qualcuno si unisca alla nostra filosofia e la parola, innominabile, “Bullismo”, davvero non esisterà più. 

A PRESTO

Valeria

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